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La responsabilità dell’équipe medica: criteri di valutazione e riparto delle responsabilità

  • studiolegalecarnev
  • 5 dic 2025
  • Tempo di lettura: 4 min
responsabilità medica
La responsabilità dell’équipe medica: criteri di valutazione e riparto delle responsabilità

Negli interventi sanitari complessi, l’attività non è mai affidata a un singolo professionista, ma a una equipe medica — un insieme di figure con competenze diverse (chirurghi, anestesisti, infermieri, coordinatori, ausiliari, ecc.).


Quando qualcosa va storto, la domanda che sorge è: chi è responsabile? Tutti? Solo alcuni? Come si valuta chi ha sbagliato davvero? È un tema delicato e spesso fonte di fraintendimenti. Questo articolo spiega in modo chiaro e realistico come viene affrontata la responsabilità dell’équipe medica: i criteri di valutazione, la distinzione dei ruoli e le implicazioni legali per ciascun sanitario coinvolto.


1. Principi generali: diligenza, competenza e dovere di cooperazione

Chi fa parte di un’équipe medica ha, per legge e deontologia professionale, doveri precisi:

  • Diligenza e competenza: ciascun sanitario deve operare secondo le regole della buona pratica clinica, con la preparazione e l’attenzione necessarie;

  • Cooperazione: ogni membro deve contribuire al processo terapeutico rispettando ruoli e procedure, collaborando con gli altri;

  • Rispetto dei protocolli e delle procedure interne: in reparti, sale operatorie, terapie intensive, spesso esistono protocolli condivisi che disciplinano le responsabilità operative.


Quando l’equipe funziona correttamente, queste regole consentono un approccio coordinato e sicuro. Se uno o più membri inadempiscono, può configurarsi una responsabilità.


2. Coordinatore dell’équipe: ruolo chiave e responsabilità specifiche

In molti contesti clinici, un ruolo centrale è svolto dal coordinatore dell’équipe (ad esempio il primario, il responsabile di reparto, o colui che dirige l’intervento).


Compiti tipici del coordinatore

  • pianificare l’intervento o la terapia, assegnando ruoli e compiti;

  • predisporre e verificare protocolli;

  • verificare che ogni membro dell’équipe sia qualificato e informato;

  • supervisionare le fasi critiche (preparazione, intervento, follow‑up).


Quando risponde direttamente

Se l’errore deriva da una mancata organizzazione, da omissioni nella supervisione o da disfunzioni strutturali, la responsabilità può ricadere in modo prevalente sul coordinatore.

Allo stesso tempo, gli altri membri possono rispondere per la parte di loro competenza, se hanno agito con imperizia o negligenza — configurando un concorso di responsabilità.


3. Concorso di colpa: responsabilità proporzionale ai ruoli e ai compiti

Quando più sanitari intervengono su un paziente, e si verifica un danno, non è detto che la responsabilità sia automaticamente solidale e indistinta. La giurisprudenza e la dottrina prevedono la possibilità di un concorso di colpa o concorso colposo, in base a questi fattori:

  • Chi ha materialmente commesso l’errore (es. un’iniezione sbagliata, un’omissione, una diagnosi errata);

  • Chi ha omesso controlli o verifiche (es. verifica dei parametri, monitoraggio post‑operatorio);

  • Chi aveva il dovere di coordinamento o supervisione;

  • In che misura ciascun sanitario ha contribuito al danno.


Questo significa che — all’esito di una perizia — può emergere una ripartizione della responsabilità: ciascuno risponde in proporzione al proprio grado di colpa o di omissione.


4. Responsabilità da omissione informativa o comunicativa

Un altro profilo critico riguarda il consenso informato e la comunicazione con il paziente.


Se alcuni membri dell’équipe (o il coordinatore) hanno omesso di informare il paziente o i familiari sui rischi, sulle alternative o sulle implicazioni dell’intervento, la responsabilità può ricadere sull’intera struttura o su quei singoli professionisti che hanno gestito la fase informativa.

Poiché l’equipe opera in modo integrato, anche un difetto informativo da parte di uno solo può compromettere l’intero atto medico, con effetti su più soggetti.


5. Errori in “altri reparti”: quando l’équipe risponde collettivamente

Spesso, la cura di un paziente richiede l’intervento di più reparti o più professionisti: diagnostica, chirurgia, anestesia, terapia intensiva, riabilitazione. Se un errore avviene in un reparto diverso rispetto a quello principale, la responsabilità può comunque coinvolgere l’intera équipe «di cura»:

  • per difetti nella continuità assistenziale (es. carenze nella trasmissione delle informazioni, errori nella gestione post‑operatoria);

  • per mancata cooperazione tra reparti;

  • per omissioni di controllo o monitoraggio.


In questi casi, la responsabilità può essere condivisa tra più soggetti, in relazione alla parte di intervento che ciascuno ha svolto.


6. Implicazioni pratiche: per pazienti e per medici/strutture

Per il paziente che subisce un danno

  • È fondamentale identificare tutti i soggetti coinvolti nell’intervento e in tutte le fasi della cura (preparazione, intervento, post‑operatorio).

  • Una perizia medico‑legale deve analizzare ruoli, compiti e contributi di ciascun professionista.

  • È possibile chiedere un risarcimento proporzionato rispetto alla colpa effettiva di ciascuno.

Per il medico o la struttura

  • Occorre definire chiaramente i ruoli e le responsabilità all’interno dell’équipe.

  • Conviene predisporre protocolli interni, modulistica, registrazioni delle fasi cruciali (pianificazione, intervento, monitoraggio).

  • In caso di contenzioso, una documentazione solida può favorire una distribuzione equa delle responsabilità (o addirittura l’esclusione di responsabilità di alcuni soggetti).


Un invito alla riflessione

La responsabilità dell’équipe medica non è una questione di automatismi: non significa che tutti rispondano allo stesso modo per ogni errore, né che basti imputare genericamente la colpa a “medici e infermieri”.


Si tratta di un sistema complesso, nel quale importa cosa ha fatto ciascuno, quando e come, e se la cooperazione e la supervisione sono state adeguate.

Quando si pianifica un’azione giuridica o si tutela una struttura sanitaria, è dunque fondamentale valutare con attenzione il ruolo di ciascun membro dell’équipe, le fasi dell’intervento, le responsabilità operative e organizzative.


Un’analisi corretta può fare la differenza tra una responsabilità illimitata e una ripartizione proporzionale chiara, equa e sostenibile: per il paziente, per l’equipe, per la sicurezza di tutti.



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