Aggiornamento importi risarcimento danni in responsabilità medica: cosa cambia dopo il decreto 10 dicembre 2025
- studiolegalecarnev
- 16 gen
- Tempo di lettura: 4 min

Subire un danno durante una cura o un intervento sanitario non significa solo affrontare conseguenze fisiche o psicologiche. Per molti pazienti, il problema principale emerge dopo: quanto vale davvero il danno subito? Negli ultimi anni, uno dei timori più frequenti riguarda proprio l’incertezza sugli importi risarcitori e sui criteri utilizzati dai giudici.
Il decreto del 10 dicembre 2025 interviene su questo punto, aggiornando i parametri economici per il risarcimento del danno alla persona in ambito sanitario. Un passaggio rilevante, che incide direttamente sulle valutazioni di chi ha subito un errore medico e sta valutando se agire.
Comprendere cosa cambia oggi è fondamentale per non sottostimare il proprio diritto e per evitare decisioni affrettate o rinunce ingiustificate.
Responsabilità medica e risarcimento del danno: il quadro giuridico
La responsabilità medica nasce quando una struttura sanitaria o un professionista viola le regole di diligenza, prudenza e perizia, causando un danno al paziente. Nel sistema attuale, il risarcimento può comprendere diverse voci:
danno biologico (lesione all’integrità psicofisica)
danno morale (sofferenza interiore)
danno patrimoniale (perdita di reddito, spese mediche, assistenza)
danno da perdita di chance, quando una diagnosi o una cura tardiva riducono le possibilità di guarigione
Il problema non è solo stabilire se vi sia responsabilità, ma quantificare correttamente il danno, evitando liquidazioni incongrue o al ribasso.
Il decreto 10 dicembre 2025: cosa cambia negli importi
Il decreto del 10 dicembre 2025 aggiorna i criteri di liquidazione del danno non patrimoniale, incidendo direttamente sulle tabelle di riferimento utilizzate dai tribunali.
In particolare:
vengono rivalutati gli importi base per punto di invalidità
si rafforza il principio di personalizzazione del danno, tenendo conto delle condizioni concrete del paziente
si riduce il rischio di liquidazioni standardizzate, scollegate dalla reale incidenza del danno sulla vita quotidiana.
Per chi ha subito un errore medico, questo significa che una valutazione aggiornata può fare una differenza economica rilevante, soprattutto nei casi di invalidità medio-grave o permanente.
Il ruolo delle tabelle di liquidazione e l’orientamento dei tribunali
I giudici fanno ampio riferimento alle tabelle di liquidazione, in particolare a quelle elaborate dal Tribunale di Milano, spesso considerate parametro nazionale. Il decreto rafforza questo orientamento, ma chiarisce un punto essenziale: le tabelle non sono un automatismo.
Ogni caso deve essere valutato considerando:
età del paziente
tipo di lesione
incidenza sulla vita lavorativa e personale
durata e complessità delle cure
Un errore frequente è ritenere che il risarcimento sia “prefissato”. In realtà, una corretta impostazione medico-legale e giuridica incide direttamente sull’importo finale.
Cosa dice la Cassazione sul risarcimento in ambito sanitario
La Corte di Cassazione, negli ultimi anni, ha ribadito principi chiave che il decreto del 2025 recepisce e rafforza.
In particolare:
il danno deve essere integralmente risarcito, senza duplicazioni ma anche senza compressioni
la personalizzazione è obbligatoria quando il danno incide in modo significativo sulla vita del paziente
il giudice deve motivare eventuali riduzioni degli importi standard
In termini pratici, questo significa che un risarcimento sottostimato può e deve essere contestato, se non tiene conto della reale entità del pregiudizio subito.
Errori che fanno perdere o ridurre il risarcimento
Molti pazienti compromettono il proprio diritto senza rendersene conto. Gli errori più comuni sono:
aspettare troppo, rischiando la prescrizione
non richiedere subito la cartella clinica
fidarsi solo della versione dell’ospedale
affidarsi a una perizia medico-legale non adeguata
rivolgersi a un avvocato non specializzato in responsabilità medica
Questi errori incidono direttamente sulla possibilità di ottenere un risarcimento corretto e aggiornato ai nuovi criteri.
Perché è fondamentale una valutazione del caso aggiornata
Alla luce del decreto 10 dicembre 2025, molte valutazioni effettuate negli anni precedenti risultano oggi superate o incomplete. Una corretta analisi deve considerare:
la normativa aggiornata
l’orientamento giurisprudenziale
la reale incidenza del danno sulla vita del paziente
Solo così è possibile stabilire se l’importo richiesto è adeguato o se vi sono margini per una tutela più efficace.

Domande frequenti (FAQ)
Il decreto 10 dicembre 2025 si applica anche ai casi precedenti?
Può incidere sulle valutazioni ancora in corso o non definite, soprattutto se il giudizio non è concluso.
Il risarcimento è automatico se c’è stato un errore medico?
No. È necessario dimostrare il nesso tra errore e danno subito, tramite documentazione e perizia medico-legale.
Gli importi sono uguali in tutti i tribunali?
No. Le tabelle sono un riferimento, ma il giudice può personalizzare l’importo in base al caso concreto.
Quanto tempo ho per agire?
In genere 10 anni verso la struttura sanitaria e 5 anni verso il singolo medico, ma il termine va valutato caso per caso.
Serve sempre una perizia medico-legale?
Sì. È uno strumento centrale per accertare responsabilità e quantificare il danno.
Una valutazione iniziale comporta costi?
No. La valutazione preliminare del caso è gratuita e serve a capire se esistono i presupposti per agire e quale tutela è concretamente possibile.
Cosa fare subito
Se ritieni di aver subito un danno durante una cura o un intervento sanitario, non basarti su valutazioni generiche o su stime approssimative.
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