Quanto vale una causa per malasanità? Come viene calcolato il risarcimento del danno
- studiolegalecarnev
- 3 giorni fa
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Una delle domande più frequenti che viene rivolta ad un avvocato che si occupa di responsabilità sanitaria è certamente questa:
“Quanto posso ottenere come risarcimento?”
Si tratta di una domanda comprensibile ma alla quale non è possibile rispondere indicando una cifra standard.
A differenza di quanto spesso si legge online, non esistono importi prestabiliti validi per tutti i casi di malasanità.
Ogni vicenda presenta caratteristiche specifiche che incidono in modo significativo sulla quantificazione del danno.
L’età del paziente, la gravità dell’errore, le conseguenze permanenti, la perdita della capacità lavorativa e la sofferenza subita rappresentano soltanto alcuni dei fattori che vengono presi in considerazione.
Comprendere come viene determinato il risarcimento consente al paziente di affrontare la controversia con aspettative realistiche e maggiore consapevolezza.
Risarcimento del danno. Non esiste un tariffario della malasanità
Uno degli equivoci più diffusi consiste nel ritenere che per ogni errore medico esista un importo predeterminato. Non è così. Due pazienti che abbiano subito il medesimo errore possono ottenere risarcimenti molto diversi.
Ad esempio, un ritardo diagnostico che provochi una lieve invalidità permanente avrà conseguenze economiche profondamente differenti rispetto ad un errore che determini una grave disabilità o il decesso del paziente.
Per questa ragione ogni caso deve essere valutato singolarmente.
Quali danni possono essere risarciti
Nel nostro ordinamento il risarcimento mira a compensare tutte le conseguenze dannose derivanti dall’errore sanitario.
Le principali voci di danno sono:
· danno biologico;
· danno morale;
· danno patrimoniale;
· danno da perdita di chance;
· danno da perdita del rapporto parentale;
· danno terminale.
La presenza di una o più di tali voci incide direttamente sull’importo finale.
Il danno biologico
Il danno biologico rappresenta generalmente la componente principale del risarcimento.
Consiste nella lesione dell’integrità psicofisica della persona.
Viene valutato in termini percentuali.
Ad esempio:
· invalidità permanente del 5%;
· invalidità permanente del 20%;
· invalidità permanente del 50%;
· invalidità permanente del 100%.
Maggiore è l’invalidità, maggiore sarà il risarcimento.
Come viene accertata l’invalidità
La percentuale di invalidità non viene stabilita dall’avvocato né dal paziente.
L’accertamento viene effettuato da:
· medici legali;
· consulenti tecnici di parte;
· consulenti nominati dal giudice.
La valutazione tiene conto delle conseguenze permanenti derivanti dall’errore sanitario.
Le Tabelle di Milano
Nella maggior parte delle controversie italiane il danno biologico viene liquidato utilizzando le cosiddette Tabelle di Milano.
Si tratta di criteri elaborati dalla Corte d’Appello di Milano che rappresentano il principale parametro di riferimento a livello nazionale.
Le tabelle consentono di attribuire un valore economico alla percentuale di invalidità accertata.
Tale valore varia anche in funzione dell’età del danneggiato.
Perché l’età è importante
L’età del paziente costituisce un elemento fondamentale.
A parità di invalidità permanente, una persona giovane tende ad ottenere un risarcimento maggiore rispetto ad una persona anziana.
Ciò avviene perché le conseguenze del danno sono destinate a protrarsi per un periodo più lungo della vita.
Il danno morale
Accanto al danno biologico può essere riconosciuto il danno morale.
Questa voce riguarda la sofferenza interiore provocata dall’errore medico.
Tra le situazioni più frequenti:
· ansia;
· paura;
· sofferenza psicologica;
· perdita della serenità familiare;
· stress legato alle cure.
La quantificazione viene effettuata tenendo conto delle peculiarità del caso concreto.
Il danno patrimoniale
Quando l’errore sanitario produce conseguenze economiche, il paziente può ottenere il risarcimento del danno patrimoniale.
Le principali voci comprendono:
Spese mediche
· visite specialistiche;
· farmaci;
· riabilitazione;
· assistenza infermieristica;
· ausili e protesi.
Perdita di reddito
L’errore può impedire al paziente di lavorare temporaneamente o definitivamente.
In tali casi il danno economico può essere particolarmente rilevante.
Costi di assistenza
Nei casi più gravi il paziente può avere necessità di assistenza continuativa.
Anche tali costi possono essere risarciti.
La perdita di chance
Una delle voci maggiormente discusse nelle cause di responsabilità sanitaria riguarda la perdita di chance.
Si verifica quando l’errore medico fa perdere al paziente una concreta possibilità di ottenere un risultato migliore.
Ad esempio:
· maggiore sopravvivenza;
· maggiori probabilità di guarigione;
· trattamenti meno invasivi;
· migliore qualità della vita.
La Corte di Cassazione riconosce la risarcibilità di tale pregiudizio quando la possibilità perduta sia concreta e scientificamente apprezzabile.
Il danno da perdita del rapporto parentale
Quando l’errore sanitario determina il decesso del paziente, i familiari possono ottenere il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale.
Le persone normalmente legittimate sono:
· coniuge;
· figli;
· genitori;
· fratelli;
· conviventi.
La quantificazione dipende dall’intensità del rapporto affettivo e dalle circostanze concrete.
Il danno terminale
In alcuni casi il paziente sopravvive per un certo periodo di tempo prima del decesso.
Durante tale intervallo può maturare un autonomo diritto al risarcimento.
Si parla di:
· danno biologico terminale;
· danno morale terminale;
· danno catastrofale.
Tali diritti possono successivamente essere trasmessi agli eredi.
Quanto valgono le cause più frequenti
È impossibile indicare importi standard.
Tuttavia, in linea generale, le controversie relative a:
· gravi ritardi diagnostici;
· errori chirurgici;
· danni neurologici;
· invalidità permanenti importanti;
· decessi conseguenti a malpractice;
possono comportare risarcimenti particolarmente elevati.
Ogni valutazione deve essere effettuata sulla base delle specifiche caratteristiche del caso.
Il ruolo della CTU nella quantificazione
Nella maggior parte delle controversie il giudice nomina un Consulente Tecnico d’Ufficio.
Il CTU ha il compito di:
· accertare l’errore;
· verificare il nesso causale;
· valutare le conseguenze;
· quantificare le invalidità.
Le sue conclusioni incidono direttamente sulla determinazione del risarcimento.
Quando è possibile fare una stima preliminare
Una stima attendibile può essere effettuata soltanto dopo:
· acquisizione della documentazione sanitaria;
· valutazione medico-legale;
· analisi delle conseguenze permanenti;
· ricostruzione del nesso causale.
Diffidare di chi promette importi risarcitori senza aver preventivamente esaminato la documentazione clinica.
Perché la valutazione medico-legale è fondamentale
La consulenza medico-legale rappresenta il punto di partenza di ogni corretta quantificazione.
Solo attraverso una valutazione specialistica è possibile comprendere:
· se esista un danno risarcibile;
· quale sia la percentuale di invalidità;
· quali ulteriori voci di danno possano essere richieste.
Senza tale analisi qualsiasi stima risulta necessariamente approssimativa.
Le cause di malasanità a Roma
Roma rappresenta uno dei principali centri del contenzioso sanitario italiano.
Le controversie più frequenti riguardano:
· diagnosi tardive di tumori;
· errori del Pronto Soccorso;
· infarti non riconosciuti;
· ictus diagnosticati tardivamente;
· errori chirurgici;
· infezioni ospedaliere.
In tutti questi casi la quantificazione del danno richiede un’approfondita analisi tecnico-medica.
Assistenza legale in materia di responsabilità sanitaria
Lo Studio Legale Carnevali & Grimaldi assiste pazienti e familiari nelle controversie relative a responsabilità sanitaria, collaborando con medici legali e specialisti di comprovata esperienza per la valutazione del danno e la quantificazione delle pretese risarcitorie.
L’analisi preliminare della documentazione clinica consente di verificare la fondatezza del caso e di effettuare una prima valutazione delle possibili conseguenze risarcitorie.
FAQ - Domande frequenti
Esiste un importo minimo per una causa di malasanità?
No. Ogni caso viene valutato individualmente.
Come si calcola il danno biologico?
Attraverso una valutazione medico-legale e l’applicazione delle Tabelle di Milano.
Chi stabilisce la percentuale di invalidità?
La percentuale viene determinata dai medici legali e, in sede giudiziaria, dal CTU nominato dal giudice.
I familiari possono ottenere un risarcimento?
Sì. In caso di decesso possono richiedere il danno da perdita del rapporto parentale e altre voci di danno previste dalla legge.
È possibile conoscere subito l’importo del risarcimento?
No. È necessario esaminare la documentazione sanitaria e procedere ad una valutazione medico-legale preliminare.
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