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Errore Medico: Cosa Fare Subito e a Chi Rivolgersi a Roma e nel Lazio

  • studiolegalecarnev
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 8 min
errore medico

Esci dall'ospedale con l'idea che il peggio sia passato. Ti avevano assicurato che si trattava di un intervento di routine, di una terapia standard, di un controllo "più per scrupolo che per reale necessità". Invece, nei giorni successivi, qualcosa non torna: il dolore aumenta invece di diminuire, compaiono sintomi nuovi, la diagnosi viene messa in dubbio da un altro medico o, peggio, ti ritrovi di nuovo in Pronto Soccorso per complicanze gravi.

I medici parlano di "decorso normale" o di "complicanza imprevedibile", ma dentro di te senti che non è solo sfortuna. Se vivi a Roma o nel resto del Lazio e ti riconosci in questa situazione, questa guida ti spiega in modo chiaro e strutturato cosa fare subito in caso di sospetto errore medico, come muoverti correttamente e a chi rivolgerti per ottenere una valutazione seria del tuo caso.

 

Cos'è un Errore Medico e Cosa Non È

Nel linguaggio comune, "errore medico" viene spesso usato per indicare qualsiasi esito negativo legato a una cura. In realtà, dal punto di vista giuridico e medico-legale, si parla di errore quando la condotta del sanitario si discosta da ciò che un medico diligente e competente avrebbe fatto nella stessa situazione.

Rientrano tra gli errori:

•       diagnosi sbagliate o gravemente tardive nonostante la presenza di segni evidenti

•       terapie inadeguate rispetto allo stato del paziente o alle linee guida

•       omissione di esami fondamentali a fronte di sintomi di allarme

•       mancato monitoraggio postoperatorio o in reparto

•       errori organizzativi (ritardi ingiustificati, mancanza di coordinamento tra reparti)

Non ogni evento negativo, però, è malasanità. Esistono complicanze che possono verificarsi anche quando il medico ha agito correttamente e il paziente era stato informato dei rischi. La differenza fra errore e complicanza inevitabile è spesso sottile e può essere chiarita solo da un'accurata analisi medico-legale della cartella clinica.

 

Quando un Evento Avverso Diventa Malasanità Risarcibile

Affinché un evento negativo diventi malasanità giuridicamente rilevante, devono essere presenti quattro elementi fondamentali, che medico legale e avvocato specializzato valutano congiuntamente.

1.    Condotta non conforme allo standard di cura  Il medico o la struttura non hanno rispettato le linee guida, i protocolli o le buone pratiche riconosciute per quel tipo di patologia o di intervento.

2.    Danno alla salute concreto  Il paziente ha subito un peggioramento oggettivo: nuova malattia, aggravamento, invalidità, perdita di funzioni, peggioramento significativo della qualità di vita.

3.    Nesso causale tra condotta e danno  Il danno è la conseguenza diretta o altamente probabile dell'errore o dell'omissione, e non si sarebbe verificato (o sarebbe stato meno grave) se il sanitario avesse agito correttamente.

4.    Prevedibilità ed evitabilità del danno  Con le conoscenze scientifiche e i mezzi disponibili al momento dei fatti, il danno doveva essere preventivabile ed evitabile con una condotta diligente.

Determinare se questi elementi sono presenti è un lavoro complesso: si analizzano la cartella clinica, i referti, le linee guida ufficiali e la giurisprudenza più recente in materia di responsabilità sanitaria.

 

I Principali Segnali di Possibile Errore Medico

Ci sono alcuni segnali ricorrenti che, nella pratica, fanno spesso emergere un sospetto di malasanità:

Dimissione frettolosa dal Pronto Soccorso

Sei stato dimesso con diagnosi generica (es. "ansia", "gastrite", "influenza") nonostante sintomi importanti, come dolore toracico, difficoltà respiratoria, deficit di forza o disturbi neurologici.

Peggioramento inatteso dopo terapia o intervento

I sintomi non solo non migliorano, ma peggiorano rapidamente o compaiono segni nuovi che non erano stati prospettati come possibili.

Diagnosi completamente ribaltata da un altro centro

Un secondo medico, magari in un grande ospedale romano come il Policlinico Umberto I o il Policlinico Tor Vergata, individua una patologia seria che il primo medico non aveva considerato.

Informazioni vaghe, contraddittorie o minimizzanti

La struttura sanitaria non offre spiegazioni chiare su cosa sia successo; le versioni fornite da medici diversi non coincidono.

Difficoltà nell'ottenere la documentazione medica

La cartella clinica viene rilasciata in ritardo, risulta incompleta o mancano referti essenziali.

Questi segnali non provano da soli l'esistenza di un errore, ma indicano che vale la pena sottoporre il caso a un'analisi tecnico-legale.

 

Cosa Fare Subito: I 5 Passi Fondamentali

1. Metti per Iscritto la Tua Storia Clinica

Il primo passo è uscire dalla confusione. Prendi un quaderno o un file digitale e scrivi, con date e orari, ciò che è accaduto:

•       quando sono iniziati i sintomi

•       quali visite hai fatto e in quali strutture (ospedali, ASL, cliniche del Lazio)

•       che diagnosi ti sono state comunicate

•       quali farmaci o terapie ti sono stati prescritti

•       quando è avvenuto il peggioramento o l'evento più grave (nuovo ricovero, intervento urgente, ecc.)

Questa cronologia sarà utilissima per il medico legale e per lo studio legale a cui ti rivolgerai.

2. Richiedi Subito la Cartella Clinica e i Referti

La documentazione medica è il documento centrale nei casi di malasanità. Senza cartella clinica e referti, non è possibile fare valutazioni serie.

In pratica:

•       presenta una richiesta scritta alla Direzione Sanitaria o all'URP dell'ospedale (Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, San Camillo-Forlanini, ecc.)

•       indica i tuoi dati, il periodo di ricovero, il reparto e specifica che richiedi copia integrale della cartella clinica, dei referti e delle lettere di dimissione

•       conserva copia protocollata della richiesta e ogni comunicazione successiva

La normativa italiana riconosce al paziente il diritto di accesso alla documentazione sanitaria (Legge 24/2017, art. 2). In caso di problemi, è possibile presentare reclami formali tramite i canali indicati dal Ministero della Salute.

3. Ottieni un Secondo Parere Medico Indipendente

Prima di coinvolgere avvocati, può essere utile farsi spiegare da un altro medico se il percorso seguito finora è stato appropriato. Il secondo parere dovrebbe provenire da:

•       uno specialista della stessa disciplina (cardiologo, neurologo, ortopedico, ecc.)

•       che operi preferibilmente in una struttura diversa da quella dove sei stato trattato

Porta con te la cartella clinica, tutti i referti, l'elenco dei farmaci assunti e la cronologia dettagliata degli eventi. Chiedi in modo diretto: gli esami eseguiti sono in linea con le linee guida? Ci sono accertamenti omessi? La complicanza era prevedibile o evitabile?

4. Fai Analizzare il Caso da un Medico Legale

Il medico legale è il ponte tra medicina e diritto. Analizza la cartella clinica verificando:

•       se sono stati eseguiti gli esami necessari

•       se i sintomi di allarme sono stati sottovalutati

•       se la diagnosi o la terapia hanno seguito le linee guida e le buone pratiche (Sistema Nazionale Linee Guida – ISS)

•       se il danno subito è compatibile con un errore o con una complicanza inevitabile

Il medico legale redige una relazione tecnica (perizia o pre-perizia) che sarà la base di ogni successivo passo legale.

5. Rivolgiti allo Studio Legale Carnevali & Grimaldi

Quando emergono elementi di possibile responsabilità, è il momento di coinvolgere Studio Legale Carnevali & Grimaldi, specializzato in responsabilità sanitaria:

✓     valutiamo con te la documentazione e la relazione del medico legale

✓     ti spieghiamo le differenze tra responsabilità della struttura e responsabilità del singolo medico

✓     impostiamo la strategia più opportuna (diffida, mediazione, accertamento tecnico preventivo, causa civile)

✓     gestiamo i rapporti con la compagnia assicurativa della struttura sanitaria

La consulenza iniziale è gratuita e l'assistenza prosegue senza spese anticipate: il compenso viene corrisposto solo in caso di risultato favorevole, a risarcimento ottenuto.

 

Responsabilità della Struttura e del Medico: Perché È Importante

La legge italiana distingue la responsabilità della struttura sanitaria (ospedale pubblico, clinica privata, casa di cura) da quella del singolo sanitario:

•       La struttura risponde in via contrattuale per i danni causati dai propri dipendenti e collaboratori, con onere della prova più favorevole al paziente

•       Il singolo medico può rispondere a titolo extracontrattuale, con regole leggermente diverse sui termini e sulla prova della colpa

Per il paziente, nella maggior parte dei casi è preferibile concentrare l'azione sulla struttura sanitaria, che ha obblighi organizzativi, assicurativi e di adeguata dotazione di mezzi e personale. L'analisi di questi profili giuridici è compito dell'avvocato, ma è strettamente collegata alle conclusioni del medico legale sulla condotta clinica.

 

La Procedura di Tutela: Dalla Valutazione alla Mediazione

Un percorso ben impostato segue solitamente queste fasi:

5.    Valutazione preliminare del caso  Lo Studio Legale Carnevali & Grimaldi ascolta la storia, esamina la documentazione, verifica con il medico legale se esistono i presupposti minimi per procedere.

6.    Perizia medico-legale  Se il caso appare fondato, si redige una perizia dettagliata che ricostruisce i fatti, individua gli errori e quantifica il danno.

7.    Diffida alla struttura sanitaria e all'assicurazione  Viene inviata una richiesta formale di risarcimento alla struttura e alla sua compagnia di assicurazione.

8.    Mediazione o accertamento tecnico preventivo  Si attiva una procedura di mediazione obbligatoria oppure un accertamento tecnico preventivo in Tribunale, con nomina di un consulente tecnico d'ufficio.

9.    Causa civile (se necessario)  Se non si raggiunge un accordo, si avvia una causa civile in cui il giudice decide sulla responsabilità e sul conseguente risarcimento.

Molti casi si chiudono in fase stragiudiziale o di mediazione, soprattutto quando la documentazione è completa e le conclusioni del medico legale sono chiare.

 

Domande Frequenti (FAQ)

D: Qual è la prima cosa concreta da fare se sospetto un errore medico?

Abbandonare l'idea che "se ci fosse stato un errore me lo avrebbero detto loro" e iniziare a raccogliere sistematicamente informazioni e documenti. Ricostruire, con date e orari, il percorso clinico, e presentare immediatamente una richiesta formale di copia della cartella clinica. Senza questa documentazione, nessun medico legale e nessun avvocato potrà dirti con serietà se si tratta davvero di malasanità.

 

D: Come si richiede correttamente la cartella clinica e cosa fare se l'ospedale non risponde?

Presentare una domanda scritta alla Direzione Sanitaria o all'URP dell'ospedale, indicando dati anagrafici, periodo di ricovero, reparto e specificando che si richiede "copia integrale della cartella clinica e della documentazione sanitaria". Se l'ospedale ritarda ingiustificatamente, rilascia solo parte dei documenti o rifiuta senza motivazione valida, è opportuno informare lo studio legale che ti segue. In casi estremi, possono essere necessari reclami formali al Garante della Privacy o agli organi del Ministero della Salute.

 

D: Non ho competenze mediche: come posso capire se si tratta di un errore o di una complicanza inevitabile?

Il paziente non può e non deve improvvisarsi medico o giudice del proprio caso. La vera valutazione sulla presenza o meno di un errore medico spetta al medico legale, che legge la cartella clinica analizzando non solo cosa è stato scritto, ma anche ciò che manca: esami non eseguiti, monitoraggi non effettuati, consulti non richiesti, tempi di intervento troppo lunghi. Solo a partire da questa analisi si potrà distinguere una complicanza inevitabile da un errore sanitario risarcibile.

 

D: A chi è più opportuno rivolgersi per primo: al medico legale o allo studio legale?

In molti casi è utile rivolgersi prima allo Studio Legale Carnevali & Grimaldi, che dispone di una rete consolidata di medici legali e specialisti. Lo studio ascolta la storia, aiuta a richiedere correttamente la documentazione e sottopone il caso, se del caso, a un medico legale di fiducia. In questo modo, medico e avvocato collaborano fin dall'inizio, evitando dispersioni e duplicazioni di consulenze.

 

D: Quali elementi valutano medico legale e avvocato per capire se il caso "regge"?

Non si valuta solo la gravità del danno, ma una serie di elementi oggettivi: completezza della cartella clinica, presenza di omissioni, rispetto o meno delle linee guida, tempi di intervento, congruità degli esami richiesti, chiarezza delle diagnosi, adeguatezza della terapia. Solo quando entrambi concordano sull'esistenza di elementi solidi sia sul piano clinico sia su quello giuridico, lo studio consiglierà di intraprendere un'azione formale.

 

D: Quanto è importante il fattore tempo e cosa rischio se aspetto?

Il fattore tempo è determinante. Col passare dei mesi diventa più difficile reperire documenti, i ricordi del personale sanitario si affievoliscono e i termini di prescrizione si consumano. Muoversi subito non vuol dire avviare cause affrettate: significa almeno mettere al sicuro la documentazione, ottenere una valutazione medico-legale e avere un parere qualificato. Sarai tu, dopo aver ricevuto queste informazioni, a decidere se e come procedere.

 

D: È molto costoso farsi assistere da uno studio legale per un sospetto errore medico?

Lo Studio Legale Carnevali & Grimaldi adotta un modello che riduce al minimo il rischio economico per il paziente. La valutazione preliminare è gratuita. Se il caso non appare sostenibile, il percorso si ferma senza spese significative. Se la valutazione è positiva, l'assistenza è senza anticipi: il compenso è riconosciuto solo in caso di esito favorevole, a risarcimento ottenuto. È fondamentale chiarire fin da subito, con un accordo scritto, la struttura dei costi e i passaggi previsti.

 

D: Ha senso muovermi anche se non sono sicuro che si tratti di malasanità?

Sì, perché il percorso iniziale serve proprio a verificare se si tratta di malasanità o meno. Richiedere la cartella clinica, ottenere un secondo parere, parlare con un medico legale e con uno studio specializzato non significa "decidere di fare causa", ma semplicemente cercare la verità su quanto accaduto. Se alla fine non emergono responsabilità mediche, avrai comunque guadagnato una ricostruzione chiara degli eventi, utile per il tuo percorso di cura.


👉 Richiedere una valutazione del caso è il primo passo per tutelare i tuoi diritti. Contattaci ora.

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