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Lesione del Nervo in Intervento Chirurgico: Come Provare la Negligenza Medica e Ottenere il Risarcimento

  • studiolegalecarnev
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 4 min
negligenza medica, risarcimento

Un uomo di 68 anni si sottopone a un intervento di protesi totale d'anca. L'operazione dura 90 minuti, durante i quali il chirurgo esegue la lussazione della testa del femore. In questa fase, il nervo sciatico viene accidentalmente compresso.

Nel postoperatorio, il paziente presenta una preoccupante debolezza alla gamba. Il medico di turno annota: "Debolezza gamba sinistra, probabilmente risolverà". Non viene ordinata un'elettromiografia (EMG), né consultato un neurologo. Due settimane dopo, il paziente è parzialmente paralizzato: piede cadente e impossibilità di camminare. Solo allora l'EMG conferma la lesione iatrogena dello sciatico.


L'ospedale si difende parlando di "rischio noto". Tuttavia, l'analisi del Consulente Medico-Legale rivela la verità: il chirurgo non ha documentato nel referto operatorio di aver visualizzato e protetto il nervo.

Il Tribunale di Roma (Sentenza n. 2077/2023) ha condannato la struttura al risarcimento di €950.000.

Se hai subìto una lesione nervosa durante un intervento, devi sapere che la negligenza medica è spesso provabile e il danno integralmente risarcibile.


Quando una lesione del nervo diventa "Malasanità"?

La lesione del nervo non sempre è frutto di colpa. I nervi sono strutture delicate e talvolta l'anatomia individuale li rende vulnerabili. Tuttavia, secondo l'esperienza dell'Avv. Simone Grimaldi, la negligenza è evidente quando:

  • Mancata Identificazione: Il nervo era in un sito prevedibile ma non è stato protetto.

  • Omissione nel Referto: Non vi è traccia nel diario operatorio delle manovre di isolamento e protezione del nervo (standard richiesti dalle linee guida SINch e ACOI).

  • Negligenza Postoperatoria: La lesione viene ignorata o sottovalutata nelle prime 48 ore, ritardando esami diagnostici (EMG) o consulti specialistici decisivi.

  • Carenza nel Consenso Informato: Il rischio specifico di lesione nervosa non era stato adeguatamente illustrato al paziente.


I Nervi più a Rischio e le conseguenze funzionali

Nervo Lesionato

Intervento Tipico

Conseguenza Funzionale

Sciatico

Protesi d'anca, chirurgia glutea

Piede cadente, paralisi della gamba.

Femorale

Chirurgia dell'anca o del ginocchio

Impossibilità di estendere il ginocchio o salire le scale.

Radiale

Chirurgia dell'omero o del braccio

Polso cadente, perdita di forza nella mano.

Peroneale

Chirurgia del ginocchio o caviglia

Impossibilità di sollevare la punta del piede.

Accessorio

Linfoadenectomia del collo

Spalla cadente, impossibilità di alzare il braccio oltre i 90°.

La Classificazione del Danno: I 3 Gradi di Seddon

Per ottenere un risarcimento congruo, la gravità del danno viene analizzata attraverso la scala medica di Seddon:

  1. Neurapraxia (Grado 1): Compressione temporanea. Recupero spontaneo in poche settimane. Risarcimento focalizzato sul danno morale e l'inabilità temporanea.

  2. Assonotmesi (Grado 2): Danno alle fibre nervose ma struttura esterna intatta. Recupero parziale e lento (1mm al giorno). Richiede fisioterapia intensiva.

  3. Neurotmesi (Grado 3): Rottura completa del nervo. Richiede microchirurgia riparativa urgente. Se l'intervento è tardivo, la paralisi è permanente. Danno biologico stimato tra il 30% e il 60%.


studio legale malasanità

Come agisce lo Studio Legale Carnevali & Grimaldi per tutelarti

Affrontare una causa contro un ospedale o un'assicurazione richiede una strategia legale e medica integrata.


Fase 1: Analisi Tecnica e Medico-Legale

Valutiamo gratuitamente la tua cartella clinica. I nostri medici legali verificano se il chirurgo ha rispettato le "buone pratiche" e se la lesione era evitabile.

Fase 2: Perizia Specialistica

Collaboriamo con i migliori neurochirurghi per redigere una relazione che quantifichi il danno biologico, il danno morale e la perdita della capacità lavorativa (lucro cessante).

Fase 3: Mediazione e Trattativa

Ai sensi della Legge Gelli-Bianco (24/2017), avviamo la mediazione obbligatoria.

Fase 4: Tutela Giudiziaria

Se l'offerta dell'assicurazione è insufficiente, agiamo in Tribunale per ottenere la massima personalizzazione del danno, come dimostrato dalle recenti sentenze che hanno superato i 900.000 euro per lesioni nervose gravi.


La lesione di un nervo cambia la vita: limita la mobilità, impedisce il lavoro e causa dolori cronici. Lo Studio Legale Carnevali & Grimaldi mette a disposizione:

  • Consulenza Iniziale Gratuita: Verifichiamo la fattibilità del caso senza costi anticipati.

  • Nessun Anticipo Spese Legali: La gestione dei ricorsi avviene con la formula dell'accordo sul risultato: pagherai il compenso professionale solo a risarcimento ottenuto.


Domande Frequenti (FAQ)

1. La firma del "Consenso Informato" annulla il mio diritto al risarcimento? No. Molti ospedali sostengono che la lesione sia un "rischio noto" accettato dal paziente. Tuttavia, il consenso non è una licenza di negligenza. Se il chirurgo non ha adottato le precauzioni standard (protezione, monitoraggio e identificazione del nervo) documentandole nel referto, la struttura resta responsabile del danno.

2. Posso ottenere il risarcimento anche se il recupero è stato parziale? Certamente.

Il risarcimento viene calcolato sulla base dell'invalidità permanente residua. Anche se hai recuperato parte della mobilità, hai diritto a essere indennizzato per la percentuale di funzionalità persa (accertata tramite EMG e visita medico-legale) e per la sofferenza subita.

3. Quanto tempo ho per agire legalmente contro l'ospedale?

La legge prevede un termine di 10 anni, ma l’Avv. Simone Grimaldi consiglia di agire entro 12-24 mesi dall'intervento. Con il passare del tempo, infatti, diventa più difficile reperire i testimoni, le cartelle cliniche originali e i referti diagnostici necessari per una perizia inattaccabile.

4. Chi deve pagare il risarcimento: il chirurgo o l'ospedale?

Secondo la Legge Gelli-Bianco (24/2017), la responsabilità principale ricade sulla struttura sanitaria (pubblica o privata), che risponde contrattualmente del servizio offerto. Questo garantisce al paziente una maggiore tutela, poiché l'ospedale è obbligato per legge ad avere una copertura assicurativa per questi eventi.

5. Cosa succede se il chirurgo non ha seguito i protocolli internazionali? Indipendentemente dalla qualifica o dalla nazionalità del medico, lo standard di cura è unico. Se non sono state seguite le linee guida delle società scientifiche (come ACOI o SINch), la colpa medica è presunta. Lo Studio verificherà con i propri consulenti se il protocollo operatorio è stato rispettato punto per punto.


👉 Richiedere una valutazione del caso è il primo passo per tutelare i tuoi diritti. Contattaci ora. https://www.studiolegalecarnevaligrimaldi.com/contatti


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